Comunicazione non verbale nella cultura russa

 

Apprendimento di una nuova lingua deve essere fatto gradualmente. Prima di affrontare il vocabolario potreste dedicarvi allo studio di un tipo di comunicazione più facile – quello dei segni non verbali. La comunicazione non verbale è un insieme di azioni che permettono di comunicare all'interlocutore un certo messaggio senza impiegare le parole stesse [1]. Tra i mezzi non verbali sono annoverati la mimica, i gesti ed anche dei suoni che non sono, comunque, considerati parole. Ciò vuol dire che un debuttante può effettuare un semplice atto di comunicazione senza pronunciare neanche una frase. È una cosiddetta scorciatoia.

Praticamente ogni lingua possiede dei mezzi di comunicazione non verbali. Ciò nonostante, questa risorsa non è distribuita in modo uniforme. Gli italiani sono conosciuti per il loro linguaggio del corpo ben sviluppato e frequentemente usato [2]. Però, non possiamo dire la stessa cosa sui finlandesi, per esempio, di cui la cinesica e la lingua stessa sono molto più moderate [3]. Questa differenza è stata sempre spiegata con il fenomeno del “temperamento meridionale”: si crede che gli abitanti dei paesi con il clima più caldo siano più impulsivi ed aperti alla comunicazione. Fino ad oggi questa teoria è la più diffusa.

Le condizioni meteorologiche possono essere una spiegazione decente delle origini del linguaggio del corpo. In effetti, nelle zone tropicali o equatoriali la gente sarà più disposta ad utilizzare i gesti, essendo libera dal gravame dei pesanti vestiti invernali. Le espressioni facciali saranno più visibili per lo stesso motivo. Ma c'è anche una contraddizione: i gesti sarebbero molto appropriati durante il maltempo – non ci sarebbe il bisogno di aprire la bocca ed inspirare l'aria raffreddata. Perché allora il linguaggio del corpo è più diffuso nei paesi del sud? Uno potrebbe soltanto suggerire che il clima inclemente diminuisce la visibilità. Durante una bufera o una notte polare nessun gesto sarà d'aiuto.

A dir la verità, i popoli del nord non hanno mai rinunciato ai mezzi di cominicazione non verbali – i loro vantaggi sono ovvi. Essi hanno semplicemente sviluppato un codice particolare, differente dal sistema dei gesti o delle espressioni facciali. Esaminiamo questo fenomeno all'esempio della lingua russa.

Il linguaggio del corpo dei russi, a parte di qualche differenza insignificativa, ha molto in comune con il vocabolario dei gesti presente nelle altre culture europee. I movimenti usati per esprimere richiamo/revoca, incoraggiamento/rimprovero, saluto/commiato sono generalmente gli stessi. Ci sono persino dei gesti prestati, come la dimostrazione del dito medio [4] o il segno di OK [5]. L'ingegnosità dei russi risiede altrove.

Allora, hai troppo freddo per aprire la bocca? Ma è davvero necessario? Per questo motivo durante la conversazione i russi talvolta emettono dei suoni nasali di tono differente, tenendo la bocca chiusa. La varietà tonale [6] di questi suoni è complessa quasi come la lingua mandarina. Vediamo gli esempi seguenti:

 
Fig. 1. “Sì”

Questa è la diagramma di un suono nasale che dura circa 1 secondo durante la quale il tono discendente [7] passa a quello ascendente [7], come in una domanda. Paradossalmente, questo è il segnale di affermazione. Il suono può significare “Sì”, “È vero”, “Certo”. Esso assomiglia ad una parola russa «агà» che sta per un “sì” informale.

 
Fig. 2. “No”

Questo segnale è della stessa lunghezza di quello precedente, ma il suo tono è nella controfase assoluta: il tono ascendente diventa il tono discendente. Il segnale è utilizzato per esprimere la negazione e può sostituire delle espressioni comeNo o “Affatto”, Per niente. Secondo il contesto può significare anche l'assenza di qualche cosa poiché i russi impiegano la parola «нет» (No) quando gli mancano le cose: «У меня нет денег» = Non ho i soldi”.

Fig. 3. “Che?”

Il nostro terzo esempio è un segnale di interrogazione. Come potete vederlo dal diagramma in alto, il suono è due volte più corto che i due segnali precedenti. Il suono è interamente composto dal tono ascendente, tipico per l'intonazione interrogativa. Può significare: Che (cosa)?”, “Scusa?”, Puoi ripetere?”, persino Cosa vuoi dire?”. Il segnale è utilizzato anche per offrire da mangiare nella situazione informale: «Lo vuoi [mangiare]


Fig. 4 “Lì”

Il prossimo segnale è basato sul tono discendente che suggerisce un messaggio affermativo. Si usa per indicare oggetti, persone e luoghi: “Ecco[lo]”,Da quella parte”, [Mettilo] qui. Può essere capito come un invito ad accomodarsi: “[Siediti] qua”. Il segnale viene spesso accompagnato da un gesto di indicazione. Può stare per Capisco”, “Va beneciò è una sorta di risposta generica che dimostra all'interlocutore la vostra attenzione.


Fig. 5 “Hmm”

Questo segnale è utilizzato come osservazione durante una conversazione: Pensa un po'”, Però!”, Caspita!. Il segnale è corto come quello precedente, ma non contiene variazioni di tono. qui possiamo distinguere due tipi di questo segnale:

а) il tono basso e regolare indica l'osservazione neutra ,

b) il tono alto e regolare esprime il dileggio: “Niente di eccezionale!”, “Poco importa!.

Fig. 6 “Hmm lungo”

Questo è il suono nasale più lungo, all'incirca tre volte più lungo che il segnale o quello “No”. Viene pronunciato con il tono basso e regolare e significa Fammici pensare. È come se la lunghezza estesa del segnale richieda “ i tempi supplementari” all'interlocutore: Sono perplesso e non so cosa pensare. Lasciami dormirci sopra. Questo segnale può essere riconosciuto dagli altri popoli europei, essendo abbastanza diffuso ed persino utilizzato nella letteratura [8]. Lo chiamano anche “hum” che esprime il dubbio.

Nella lingua russa i segnali № 1, № 4, № 5 et № 6 vengono spesso usati per sostenere una conversazione invece delle frasi più elaborate. Questo succede perché i russi lo considerano scortese di interrompere il discorso dell'interlocutore con delle lunghe osservazioni. Una persona che non smette di esclamare: Ah, come ti capisco!” sarà sospettata di falsità o di scarsa attenzione prestata. Secondo la logica dei russi, un individuo che parla con delle frasi lunghe durante un discorso altrui, stima di più le sue proprie parole, invece di quelle del suo interlocutore. Al contrario, se sei tutt'orecchi, non ci tieni più a cosa dire. Dunque, invece di imitare “l'ascoltatore attivo”, i russi utilizzano i suoni nasali nella conversazione. Essi vengono spesso accompagnati dai cenni di testa che marcano le parole chiavi nel discorso. Questo comportamento è condiviso dai giapponesi [9].

La classificazione qui presente è il frutto delle mie osservazioni personali. Per quanto io possa vedere, essa pretende a una certa originalità. La natura unica di questo fenomeno è confermata dal fatto che i segnali in questione sono rari nelle altre culture europee e vengono capiti con difficoltà dagli stranieri. Inoltre, è notevole che i russi abbiano creato un codice comunicativo fondato sui suoni nasali, atipici per la lingua russa, ma ben diffusi nella lingua francese, per esempio [10].

er di più, bisogna notare che nella lingua russa moderna i suoni dominanti sono quelli consonanti; sono il criterio principale di riconoscimento delle parole. Questo è il tratto comune per la maggior parte delle lingue europee e le distingue da quelle dell'Asia orientale dove le vocali e i loro toni sono più importanti [6]. Ciò nonostante, nel codice non verbale qui presente le vocali e i toni hanno il ruolo principale. Questo non ci deve stupire se teniamo conto del fatto che, grazie alla sua posizione geografica, la Russia ha da sempre combinato nella sua cultura i tratti occidentali con quelli orientali. Durante l'epoca della Rus' di Kiev e fino al 16o secolo tra i russi esisteva un'usanza di inchinarsi per salutare. Alla differenza dei giapponesi moderni, l'inchino era molto più profondo, arrivava quasi all'altezza delle ginocchia.

Dove possiamo usare i suoi nasali senza fare una gaffe? Bisogna sottolineare che il loro uso è rigorosamente limitato dal contesto di conversazione informale. I termini della prossemica ci aiuteranno a definire meglio il campo d'utilizzo, in particolare, la distanza intima e quella personale dell'individuo che si distendono nel raggio di 0,45 m e di 1,2 m rispettivamente [11]. I suoni nasali non sono molto forti, una persona nell'altra estremità di una stanza non vi sentirà. Quindi, soltanto i parenti, gli amici ed altre persone vicine all'oratore, che hanno l'accesso nei limiti della sua distanza personale o di quella intima, saranno onorati di comunicare con i segnali nasali. Rivolgersi in un tale modo alle persone poco conosciute è considerato scortese e maleducato.

Osserviamo l'uso dei soni nasali nell'arte cinematografica:

а) da 34:00 a 34:30 minuti nel mezzo di trasporto pubblico dove la gente è costretta ad invadere lo spazio personale reciproco

Durante il periodo indicato i segnali seguenti sono dimostrati nell'ordine cronologico:

  1. il segnale di affermazione (№ 1),

  2. il segnale di indicazione (№ 4), accompagnato dal gesto indicativo.

Durante l'episodio dove lo studente insegue la ragazza come un'ombra, da 30:32 a 40:00, il segnale di affermazione (№ 1) viene dimostrato più volte.

b) da 12:00 a 13:05 minuti, una conversazione telefonica finisce con il segnale di dileggio (№ 5 b) proveniente dall'ascoltatrice passiva

c) 2:50 minuti, una conversazione tra due nemici (№ 6)

L'uso intenzionale dei suoni nasali nella conversazione tra due rivali è uguale all'invasione dello spazio intimo del criminale durante l'interrogatorio a scopo di spezzare la sua resistenza [12]. L'avversario fa capire che “sta inseguendo il nemico in fuga” (la tattica di intimidazione).

L'ultimo video testimonia che i suoni nasali come segnali non verbali sono presenti anche nelle altre culture a parte di quella russa. Comunque, tra i russi il loro uso è più sistematico.

Il cinema fornisce al ricercatore il materiale degno di fede visto che la settima arte è in grado di presentare un atto di comunicazione in modo più completo. L'uso dei suoni nasali è intuitivo, come l'impiego degli articoli. Di conseguenza, se un film o un cartone animato contiene un suono nasale usato come segnale comunicativo, ciò vuol dire che anche la nazione produttrice utilizza questo segnale. Altrimenti non sarebbe dimostrato così largamente con il rischio di un malinteso. I cartoni animati giapponesi, in particolare, contengono sovente i suoni nasali come repliche di risposta. In maggior parte sono i segnali №1 et № 4 (vedi prima). Il motivo? A parte delle condizioni climatiche simili – in Giappone ci sono delle aree con il clima invernale molto aspro – ci sono anche le cause storiche. Il Giappone conservò il regime feudale per un periodo eccezionalmente lungo insieme con il sistema di caste. Una tale società considerava l'obbedienza del vassallo al signore come la virtù maggiore. Uno dei modi per dimostrare l'obbedienza era di rimanere taciturno, poiché il servo poteva parlare soltanto con il permesso dei superiori.

Concludiamo le nostre osservazioni: nella lingua russa è presente un sistema di comunicazione specifico basato sull'impiego dei suoni nasali di tono differente, nonostante l'atipicità dei suoni nasali o dei toni per la lingua russa. Si possono distinguere 7 segnali principali e definire il loro campo d'utilizzo: la conversazione informale, la vita quotidiana e la routine. I suoni esprimono le idee generali di consenso, di negazione, d'interrogazione, di indicazione; esprimono le emozioni come il dileggio, la sorpresa, il dubbio e la riflessione, e sono sufficienti per sostenere una conversazione.

A coloro che non hanno mai fatto caso a questo fenomeno possiamo dare un consiglio: i suoni nasali saranno molto a proposito durante una visita dal dentista. Immaginatevi nella poltrona con la bocca aperta e piena dei strani strumenti metallici. Ed ecco il dottore che vi chiede se l'acqua fredda vi fa male. Ecco quando la capacità di parlare con il naso sarà utile!


Bibliografia :

  1. Wikipedia: Comunicazione non verbale
  2. Illustrated Guide to Italian Hand Gestures
  3. Finnish Customs and Manners
  4. Wikipedia: Il dito medio
  5. Wikipedia: OK Gesture
  6. Wikipedai: Lingua tonale
  7. Wikipedia: Pitch Accent
  8. J. K Rowling. Harry Potter e il Calice di Fuoco - p.207, 208 352, 414.
  9. Japanese Body Language and Gestures Explained
  10. Popova I. N. Kazakova Z. A. Kovalchyuk G. M. Lingua francese. Mosca: Nestor Academic Publishers, 2004.
  11. Wikipedia: Prossemica
  12. Pease, Allan. Body Language - p. 22.